BARI TAXI PER I DISABILI: L’ENNESIMA STORIA DI UNA PESSIMA GESTIONE. I DISASTRI CHE AVEVO ANNUNCIATO SI STANNO PURTROPPO VERIFICANDO…

domenica 10 Marzo 2019


BARI TAXI PER I DISABILI: L’ENNESIMA STORIA DI UNA PESSIMA GESTIONE. I DISASTRI CHE AVEVO ANNUNCIATO SI STANNO PURTROPPO VERIFICANDO…
 
La lettera di una MAMMA pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno DEL 10.03.2019:
“Sono la mamma di un ragazzo down, che dopo il periodo scolastico, da oltre venti anni, frequenta i Centri diurni, senza interruzione ha usufruito di un Servizio taxi, promosso dal Comune, con un contributo richiesto alle
famiglia e quantificato, quando feci domanda, secondo la situazione reddituale….
Così ho fatto nel gennaio 2019 pagando gennaio, febbraio, marzo. In febbraio ricevo telefonata dall’addetta a ricevere i versamenti, con la comunicazione che vi erano dei cambiamenti.
Sono cambiati i dirigenti !! Bisogna quest’anno ripresentare la domanda con la relativa documentazione. Cosa di cui non ero a conoscenza, non avendo ricevuto nessuna circolare in proposito.
Ho compilato i nuovi moduli, ripresentato il tutto ed ero in attesa di comunicazione.
Il 1 marzo, il mio figliuolo era pronto, come al solito, alle 8:30 in attesa del taxi. Alle 9:00 ho telefonato al Servizio taxi per chiedere il perché del ritardo. Mi è stato risposto che il Comune aveva tolto dall’elenco il nome del ragazzo. Nessuna diretta comunicazione all’utente o alla famiglia che,
tra l’altro aveva già pagato il contributo del mese di marzo, secondo la quota di cui era a conoscenza.
Mancanza assoluta di rispetto, soprattutto a chi, di colpo, si sente escluso da un servizio che lo avrebbe portato fuori dalle mura della sua casa per vivere qualche ora di diversivo impegno.
Il disabile è un oggetto che si può gestire secondo decisioni di comodo….”
 
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Ecco la mia risposta il mio pensiero: "E' evidente che per l'amministrazione comunale il fatto che le richieste siano aumentate, rappresenti un peso, e non un successo dell'iniziativa. Utilizzare il servizio taxi per una persona con disabilità significa potersi muovere in parziale autonomia, soprattutto per raggiungere i servizi sanitari il più delle volte, e nei tempi utili, senza magari dover uscire di casa molto tempo prima del necessario, per il semplice fatto di dover poi perderne molto altro per trovare area di parcheggio adeguata e in prossimità della destinazione, che sappiamo essere a Bari un problema non di poco conto. Anche incentivare l'utilizzo dei taxi può essere annoverato nelle buone pratiche di rinnovo della mobilità urbana, nell'obiettivo di ridurre il traffico, ma il punto di vista delle persone con disabilità fatica ad entrare nella testa di questi amministratori."
“Un buon amministratore dovrebbe offrire a tutti l’opportunità di accedere al diritto alla mobilità, invece questa amministrazione, non riuscendo a garantire il servizio, aumenta il costo a carico dei cittadini già in condizioni di disagio”.
“Equità e diritto alla mobilità di cui tanto il sindaco va vantandosi da anni, sono chimere per i cittadini di Bari, altro che priorità. L’ingegnere-sindaco, esperto di viabilità, dimentica che l’accessibilità alla libera circolazione deve rendere autonome anche le persone con disabilità che ogni giorno devono lottare per muoversi sul territorio senza gravare su altri. E lui cosa fa? Fa cassa sui disabili e regala agli altri buoni da 250 euro per comprare la bicicletta nuova ed hanno il coraggio di dichiarare che ci sono i tagli alle risorse”.
“Tra l’altro per chi lo avesse dimenticato, viviamo in una città con marciapiedi rotti, molti sono senza scivoli, e quelli con gli scivoli, fatti così male che si allagano quando piove. Mi chiedo: ma la persona disabile per andare in giro per la città cosa deve fare?”.
“Atti e scelte politiche scellerate dalle quali prendo le distanze. Per me il significato di integrazione è ben altro ed è evidente che io e il sindaco utilizziamo due vocabolari diversi”.
Michele Caradonna
 
#Vergogna #Mediocrità #Superficialità